La collezione di Rodolfo II a Praga. Elogio delle meraviglie



Intanto, al castello di Praga, non smettono di arrivare da ogni parte del mondo i carri ricolmi degli oggetti strani e meravigliosi che l'imperatore va a qualunque prezzo comprando: pelli di uccelli orientali, pitture giapponesi su carta e su seta, frutti esotici di terra e di mare, conchiglie, terraglie cinesi e uova di struzzo, piccolissimi pezzi di avorio, gusci di noce e noccioli di ciliegia minuziosamente intagliati, minuscoli smalti e cammei, un coccodrillo, gli inquietanti bezoar, calici d'ambra, calchi di lucertola in gesso e contorti animali d'argento, enormi e pesanti corazze d'armatura, luminosissime madreperle e pelose noci di cocco, un teschio d'ambra gialla, chicchi d'agata, diaspro, topazio, cristallo; personaggini di cera colorata e figurine egizie di argilla, specchi di vetro e di acciaio, pitture su alabastro orientale, navi di corallo, cofanetti di cristallo di rocca e maioliche, mappamondi e strumenti per la misurazione, vetrerie veneziane, pistole, spingarde, daghe, orologi, scacchiere, un gigantesco osso di animale antidiluviano, due viti dell'arca di Noè, un artiglio di grifone e denti di squalo.  

Edgarda Ferri, Rodolfo II. Un imperatore nella Praga dell'arte, della scienza e dell'alchimia, Le Scie Mondadori, 2007


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