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    Anselmo, santo e patrono di Mantova

    Milano, Lucca e Mantova. Sant'Anselmo unisce tre città ovvero dov'è nato, dove è stato vescovo e dove è morto, sepolto e patrono ma non è mai stato vescovo.  
    Viene ricordato ogni 18 marzo perché muore a Mantova in quel giorno del 1086 al tempo di Matilde di Canossa. 


    Anselmo è il nipote di Alessandro II già vescovo di Lucca e Papa dal 1061 al 1073 e fu proprio lui a nominarlo cardinale. Nel 1081 viene esiliato dall'imperatore Enrico VI e si ritirò come monaco benedettino proprio presso l'abbazia di San Benedetto in Polirone. Qui protetto da Matilde di Canossa di cui fu consigliere spirituale. In seguito divenne legato pontificio in Lombardia e fissa la sua residenza proprio nella Mantova canossiana. 
    Nella lotta per le investiture fra Gregorio VII e l'antipapa Clemente III (eletto dall'imperatore) Anselmo si schierò con decisione dalla parte del legittimo Papa romano. La contessa Matilde, a furor di popolo, ordinò che venisse sepolto nella Cattedrale. Il suo corpo, esumato alcuni secoli dopo, fu trovato integro. 
    Ogni anno, nella ricorrenza della morte, viene tolta la copertura esterna dell'altare maggiore del Duomo di Mantova, dove ora si trova, ed il corpo viene reso visibile alla venerazione dei fedeli. 
    Nel Cinquecento l'immagine del santo era talmente osannata e diffusa che venne riprodotta su certe monete chiamate appunto “anselmini”.
    Immagine: La visione di Sant'Anselmo, Francesco Borgani 1616 (proveniente dalla Chiesa dei Santi Simone e Giuda e oggi conservato al Museo Diocesano).